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Salerno > Positano

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Vi proponiamo una Costiera Amalfitana “preziosa”, uno spettacolo di fori nelle rocce, raggi di sole che le attraversano e immenso mare.

Insieme andiamo alla riscoperta di tratti di costa rimasti inviolati e spiagge naturali accessibili solo da mare e di un piccolo mondo fatto di vecchie case arroccate a chiese ancora più antiche e collegate da stretti cunicoli e scalinatelle, piazze che diventano quasi salotti all’aperto, palcoscenici di spettacoli d’arte e cucina. Scopri con noi la Costiera Amalfitana, in barca costa costa e con le visite a terra organizzate. Si parte da Salerno alla volta di Vietri. Il bianco, azzurro e verde, tipici colori delle sue ceramiche, riflettono nelle acque la sua anima costiera di piccolo scalo mercantile di un tempo. Due scogli soprannominati “I due fratelli” (che si racconta siano i corpi di due fratelli riuniti dopo la morte dagli dei del mare) a simbolo di un paese caratteristico per i candidi stucchi dei palazzi rococò alla penombra dei vicoli, bucato steso ad asciugare, balconi, fontane e insegne dei negozi tutti in ceramica. Sovrastata da una scenografica torre cinquecentesca vicereale, la Torre Crestarella voluta nel XVI secolo dal vicerè spagnolo di Napoli Don Pedro de Toledo, la spiaggia che porta lo stesso nome. Con 120 metri di sabbia, un fondo sabbioso misto a piccoli cioccotolini, la Spiaggia della Crestarella fa da cornice alla nostra prima sosta. Sembrerà di vedere una piccola oasi, quando si arriva a Cetara: il luccicare nelle acque di piccole case e gli scogli a delimitare l’arenile, antica fortezza saracena, il cui nome deriva dal latino Cetariae ossia “tonnara”, la rete utilizzata per la pesca dei tonni. Dopo, la Spiaggia dei Limoni, c’è una piccola baia lunga circa 20 metri, raggiungibile solo via mare, di tutta grazia e molto riservata. È abbracciata da folti limoneti che dominano dall’alto e una parete rocciosa che la ripara dalla brezza di ponente. Si staglia tra mare e cielo, la Torre di Erchie. Giunti in questo punto, sembrerà quasi di non voler disturbare il silenzio di un incanto di naturale bellezza. Qui il relax fa tutt’uno con la natura. Costruita in pietra calcarea locale con coronamento superiore di quattro caditoie, è ad oggi una delle torri meglio conservate di tutta la costiera. Intatta nella sua forma e con la volumetria originaria affascina a picco su uno specchio d’acqua molto calmo. Promontorio della Penisola Sorrentina con cui si affaccia al mare la dorsale del M. Pertuso, tra la parte più interna del Golfo di Salerno e l’insenatura di Amalfi, Capo d’Orso, dove la roccia prende quasi la forma di orso e da qui il nome. Acque azzurro smeraldo invitano alla Grotta Pandora, cavità naturale situata a pochissimi minuti di barca da Maiori, ricca di preziose stalattiti e stalagmiti che pendono al suo interno. E dopo si arriva ad una piccola insenatura, dove dall’alto le acque si stagliano in mare. È qui che si può fare il bagno al suono di una cascata naturale, la Cascata Marmorata. Si passa per Maiori, anima antica fatta di vita di mare, arte e cucina, e ci si imbatte subito in “una città immaginaria, una storia non totalmente sparita…” (Salvatore Quasimodo), Minori, Città del Gusto, produttrice di limoncello, pasta e specialità pasticcere. Di forma allungata, i suoi limoni dalle proprietà organolettiche e medicamentose eccezionali e ingredienti insostituibili della cucina costiera. Segue Atrani e poi Amalfi, da vivere in barca e a terra nei suoi affratti, lungo i vicoli, per le scalinatelle che portano sulla parte alta della città. Una bomboniera di cittadina fatta di vecchie mura bianchissime e sapore di mare, che affascina con il caldo grigiore delle scale, il colore di una buona crema al limone, il rosso dei peperoncini venduti nei vicoli, il verde delle maioliche e l’antica storia della sua carta. Quando il cielo sembra far tutt’uno con il mare vuol dire che si è a Conca dei Marini, dove nel lontano 1700 nacque un dolce a forma di conchiglia fatta di mille sottili sfoglie una nell’altra, crema pasticcera e amarene: la sfogliatella Santa Rosa, dal nome del convento dove fu preparata la prima volta. Superato il Capo di Conca, si sosta in una bella baia con limpide acque e fondale poco profondo a ridosso della scogliera a picco dove spesso si incontrano le piccole barche dei bagnanti e dei subacquei, natanti e canoisti. Difficile sarà resistere alla tentazione di fare un bagno nelle acque del Fiordo di Furore, a cui si accede via mare oppure con una scala che fiancheggia la roccia fin giù alla spiaggia. Bellissimo da vivere nelle ore centrali della giornata, quando il sole riesce a insinuarsi tra le alte pareti rocciose. Acque profonde, ciottolini sul fondo e un’acqua molto pulita. Si passa per Praiano, e si giunge all’isolotto dei Galli. Una volta chiamata l’isola delle sirene perché secondo una leggenda di lì passò Ulisse evitando le tre sirene incantatrici Partenope, Leucosia e Legea. In questo punto la costa è particolarmente un paradiso tanto che gli antenati dicevano che quando alla morte sarebbero andati in paradiso, per loro sarebbe stato addirittura un giorno come un altro. In arrivo ad accoglierci la famosa cascata di case bianche, archi e cupole famosa in tutto il mondo e che delizia da sempre i turisti che visitano la Costiera Amalfitana: Positano. Rocce che sembrano dee, variopinte boutique di moda, gallerie d’arte, la forza di una tradizione religiosa e culinaria.

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